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La magia del Lago d’Iseo raccontata dal National Geographic

La celebre rivista National Geographic dedica un lungo e struggente articolo all’Italia dei grandi laghi, eleggendo il Lago d’Iseo e il territorio del Sebino e della Franciacorta quale meta più affascinante, sebbene meno interessata dal turismo internazionale.

L’autrice della pubblicazione, Sarah Barrell, descrive la magia di una giornata invernale sul Lago d’Iseo a stretto contatto con persone del luogo che le raccontano antiche usanze, come la pesca, con le sue tradizionali reti fatte a mano e le storiche imbarcazioni di legno, i suoi ritmi fatti di alzatacce con il clima gelido del mattino che soffia dalle cime alpine in questa stagione.

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L’articolo narra con dolce tono poetico dei piccoli borghi nati nelle insenature del Lago, di Montisola e della sua storia di conversione al cristianesimo, di uno sviluppo turistico moderato e molto attento di questa regione, che potremmo definire slow-tourism, così come della nota opera di land-art Floating Piers” dell’artista contemporaneo di fama internazionale Christo, scomparso a fine maggio di quest’anno.

Opera, Floating Piers, che nel 2016 ha effettivamente posto il Lago d’Iseo sotto i riflettori del grande pubblico internazionale nonché messo a dura prova la capacità di questo territorio di supportare flussi turistici così ingenti e concentrati in poche settimane.

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L’autrice ci fa attraversare tutto il Sebino grazie ai suoi sapori, ai profumi e agli odori, ai colori ma anche alle parole delle persone comuni che da sempre abitano queste terre e che con i loro racconti semplici lasciano trasparire un mondo incantato fatto di abitudini povere ed al contempo ricche, perché autentiche e tramandate da generazioni.

La Barrell non dimentica la Riserva Naturale delle Torbiere del Sebino, così come tiene a raccontare la potenza e il trasporto che sa qui regalare la natura, tra montagne innevate, acque a specchio, ridenti colline e ampi terrazzamenti coltivati a vite da cui si ottiene il vino spumante più importante d’Italia e apprezzato dagli intenditori nel mondo: il Franciacorta DOCG.

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Nonostante la sua natura “selvaggia”, infatti, l’uomo ha imparato a coltivare qui pregiati vitigni che grazie all’ottimale conformazione del territorio consentono di ottenere spumanti Metodo Classico di sublime qualità. Un anfiteatro morenico ricco di minerali che scherma dal freddo delle Alpi retrostanti e isola dall’afa delle pianure a sud, un microclima lacustre perfetto e un approvvigionamento costante d’acqua purissima hanno reso la Franciacorta la zona ideale per il fiorire di cantine a conduzione familiare.

Se ne contano 110, tutte a 10-15 minuti l’una dall’altra, tutte con una propria storia e caratterizzate da architetture meravigliose, e tutte con produzioni vinicole eccelse e differenti. Allo stesso modo, tutte ancorate a profonde radici nella metodologia artigianale, Metodo Classico appunto, di realizzazione del Franciacorta, per produzioni piccole e di qualità garantita dal marchio del Consorzio Franciacorta.

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Un articolo, quello della Barrell sul National Geographic, che omaggia con garbo e fedeltà il Sebino e il Lago d’Iseo, in cui ritroviamo la bellezza e la sobrietà che ha spinto anche noi a inserire questo territorio e il Franciacorta Golf Club in molte delle Experience I4G, le esperienze di golf dedicate al pubblico internazionale costruite attorno ad un’idea di vacanze golfistica in cui le attività premium extra sono il vero fulcro e il primo stimolo al viaggio.

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