Giovanni Dassù Ryder Cup 2018

Giovanni Dassù alla prova campo della Ryder Cup 2018

Con la sfida golfistica più importante ed entusiasmante al mondo ormai alle porte, abbiamo avuto l’occasione di porre qualche domanda all’amico e maestro Giovanni Dassù, in missione al Le Golf National per visionare la prova campo prima dell’inizio della Ryder Cup 2018.
Ecco le sue impressioni.

Allora Giovanni, come ti è sembrato il campo della Ryder Cup 2018?

È certamente un campo famoso per essere tra i più belli d’Europa dal punto di vista paesaggistico. L’ho trovato chiaramente in ottime condizioni, così come era evidente la presenza di molto personale di servizio in vista della Ryder.

Da un punto di vista tecnico è un campo “preparato all’europea”, con rough molto duri e campo di gioco decisamente stretto. Queste caratteristiche dovrebbero renderlo più difficile per gli americani, e forse è stato preparato così proprio per favorire gli europei. Pure i green mi sono parsi duri e molto veloci, come prevedibile: a mio avviso vedremo tanti birdie.

Che aria si respira lì, a poche ore dall’inizio della Competizione?

Euforia diffusa, aria di festa e un tifo pazzesco per tutti gli europei, oltre che folle in delirio per Tiger Woods… Certo si nota anche gran rispetto per tutti gli 11 americani.

Posso dire che pur non notando tensione, era evidente la concentrazione e la carica di tutti. Peraltro, durante la prova campo degli europei vedevo che già discutevano di strategia.

Come vedi il team Europa?

Forse questo team USA è il più forte che abbiano mai avuto nella storia della Ryder Cup. D’altra parte i nostri sono pronti, carichi e agguerriti, e noi europei siamo famosi per essere competitivi: secondo me ce la possiamo portare a casa!

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