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Il Lago di Garda filtrato dagli occhi di Sir D. H. Lawrence – 2a puntata

… Verso Pasqua decidono di trasferirsi a San Gaudenzio “un podere a circa  due miglia sopra il lago […] un posto incantevole. C’è attorno un giardino per oltre un miglio, con vigne e ulivi. Cade a precipizio sull’orlo della scogliera, sopra il lago. Io siedo e scrivo in un giardino di limoni deserto che coglie il sole e lo conserva.”

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Lawrence si trova a vivere in un momento in cui le coltivazioni di agrumi stanno morendo, la limonaia dei proprietari è ormai abbandonata, perché le piante sono intaccate da una malattia mortale ed inoltre tanti altri eventi economici li rendono poco convenienti ai grandi mercati.

Siamo ormai nel 1913 e si cominciano a percepire venti di guerra che spirano sull’Europa. È un momento di cambiamento e trasformazione anche per questi piccoli paesi, che inizia a permeare i suoi racconti, un’aria di declino. Anche in queste piccole comunità inizia a sorgere il fascino per ciò che è straniero, il mito dell’America, molti emigrano, qualcuno è già tornato, ma ancora desidera ripartire. Come la storia di John, in realtà Giacomo Triboldi, che hanno conosciuto in una delle loro escursioni a Gardola. Uno che in America ha lavorato sodo, studiato l’inglese, si è fatto strada e vuole ritornarci.

La narrativa lawrenciana è particolarmente interessante perché non solo ci descrive l’atmosfera di un’epoca di inizio Novecento, lontana anni luce dal nostro attuale sentire, ma anche perché tale esperienza viene filtrata attraverso lo sguardo di uno straniero, un inglese, certamente colto e viaggiatore, sicuramente di più ampie vedute rispetto ai suoi compatrioti dell’epoca, ma pur sempre ancorato a pregiudizi e visioni sull’Italia e l’italianità.

Giudizi talvolta taglienti ed ironici, che non sempre riescono a cogliere l’essenza dei personaggi. Se da una parte Lawrence sembra cogliere appieno lo spirito naturalistico del luogo, apprezzandone il clima e il paesaggio, dall’altra filtra e legge gli abitanti attraverso gli occhi di un intellettuale inglese.

È straordinario notare come le sue osservazioni sulla natura e il paesaggio siano ancora oggi così attuali e come passeggiando tra Villa di Gargnano e Gargnano ancora potrete riconoscere molti posti da lui descritti ancora così ricchi di fascino. Questo anche perché queste località sono state le meno travolte dall’ondata di cementificazione e hanno saputo conservare il loro cuore antico.

Una curiosità ed anche una bella notizia è che nel 2017 la limonaia di San Gaudenzio, risalente alla metà del ‘700, è stata acquistata da privati e riportata alla vita dopo un paziente lavoro di recupero.

Cristina De Rossi
Italy4golf Italian Ambassador

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Bibliografia David Herbert Lawrence di Stefania Michelucci – 2012 Grafica 5 edizioni, Mag, Il Sommolago, Asar

Cover image courtesy of Architect Thomas Ballhaus

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