Roberto Van Heugten

Roberto Van Heugten, scrittore emergente con molte pubblicazioni all’attivo, scrive di gioco sulle pagine di Italy4golf, nella rubrica “Lost balls in Italy”.
La narrazione è differente: nelle sue pagine si parla infatti di sport, ma soprattutto di territori e ospitalità.

Mamma, ho perso il wedge

LOST BALLS IN ITALY – DI ROBERTO VAN HEUGTEN

Cari colleghi carrellanti,

inizio questo testo come si trattasse di una lettera confidenziale, una di quelle cose che in epoca di email e chat autodistruggenti non si usa più (aggiungerei: purtroppo).

Il racconto è dedicato a quanti di noi si fanno prendere dal gioco del golf al punto di disseminare i percorsi di oggetti smarriti.

Alzi la mano chi non ha mai lasciato un 56° a bordo green dopo l’uscita dal bunker, oppure una cuffia dell’ibrido persa sul fairway, o più semplicemente un capo di abbigliamento – giubbino o cappellino che sia – sulla sedia in clubhouse.

In fin dei conti il golf è uno sport fatto da umani, che come tali presentano pregi e difetti, talvolta in quantità sbilanciata a favore di questi ultimi. C’est la vie.

Nei nostri amati golfclub, l’ufficio “oggetti smarriti” si trova di solito nei locali dei caddie master, deputati ad accogliere la consegna degli sperduti da parte di generosi colleghi carrellanti, passati sul campo nei momenti successivi allo smarrimento. L’accumulo di materiali in quegli spazi è talvolta incredibile.

Anni fa ero abbonato a un frequentatissimo club gardesano; nel garage delle sacche i caddie master conservavano con cura – sai mai che dopo qualche anno arrivasse l’inattesa rivendicazione di una cuffia driver a forma di pinguino – centinaia di pezzi ormai corrosi dalla polvere del tempo, smarriti da un gran numero di golfisti distratti. In quel luogo è tuttora regolare il passaggio turistico di giocatori alle prese con sfidanti battaglie in campo e provenienti dai quattro angoli di mondo. Forse ipnotizzati dai paesaggi e dall’atmosfera da golf-holiday-inn-resort, finiscono per lasciare sul campo – as usual – porzioni di sacca spesso fondamentali, quali il pitch usato a correre sul green piuttosto che il sand che li ha fatti uscire così bene dal bunker.

Talvolta è capitato a chiunque di perdere qualcosa di realmente importante, perfino affettivo. È il caso che vi racconterò nelle prossime righe, piccola cronaca di un evento scocciante e che ancora oggi ricordo con malcelata rabbia.

Un sito gestito da un intraprendente signore portoghese propone oggetti costruiti in bamboo, personalizzabili a piacimento. Scoperto per caso, mi intrigò al punto che decisi di farmi un regalo: una confezione da 100 tee in materiale naturale, biodegradabile e rispettoso dell’ambiente, con una stampa ideata lì per lì e che caratterizzava appieno la mia indole golfistica: “Roberto, el bròc”.

Ricevuti in pochi giorni e pagati una sciocchezza, cominciai a usarli mostrando con orgoglio agli amici la serigrafia personalizzata, silenziosa ma sincera testimone delle mie prestazioni sui tee di partenza.

Finché, un pomeriggio, decisi di andare a farmi nove buche nel più famoso percorso del basso Garda, quello che governa dalla sua clubhouse l’intero anfiteatro morenico circostante e viene baciato dal panorama prealpino più bello del pianeta.

Come sia successo, non l’ho mai capito. Caduto dalla sacca, appoggiato un attimo e poi tralasciato, fatto sta che a fine giro il mio prezioso sacchetto di tee in bamboo non c’era più.

Atteso un tempo congruo per investigare in segreteria e nel garage dei caddie, scoprii con amarezza la possibilità che non sempre i carrellanti seguenti usino essere fair, così acquistai in negozio altri bamboo senza scritta e la questione si chiuse così.

Ma non del tutto! Ricordo di aver ammorbidito l’amarezza spostando mazze e auto in una vicina cantina della Valtènesi, dove mi concessi un pre dinner a base di chiaretto, un assaggio di groppello e qualche delizia casearia nostrana, un modo gustoso di omaggiare la perdita e di conoscere un altro pezzo importantissimo della mia terra.

Ecco, che dire di più? Abbiate cura dei vostri preziosi attrezzi, cari colleghi di fairway. Ma anche in caso non doveste perdere mai nulla, ricordatevi che fuori da un golf c’è sempre un buon posto dove andare a festeggiare qualcosa.

Ci vediamo alla uno!


Roberto Van Heugten
Italy4golf Italian Ambassador
buonavita.me

Italy4golf, Lost Balls in Italy

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